IL CLAN DEGLI ASSASSINI

La storia di Connor dopo "Assassin's Creed III"

Nel seguente articolo risponderemo a una domanda che molti di voi si sono posti nel corso degli anni: che fine ha fatto Connor dopo gli eventi di “Assassin’s Creed III”? Come saprete, Connor è uno dei tanti personaggi del franchise, insieme ad Arno, Aveline, Shay, i gemelli Frye e altri, che sono finiti nel dimenticatoio e di cui conosciamo solo le vicende narrate nei giochi in cui sono protagonisti. Tuttavia, a differenza dei suoi “colleghi”, il personaggio di Connor è stato ripreso in alcune opere secondarie del franchise, che ci hanno fornito nuovi dettagli sulla sua vita dopo gli eventi di “Assassin’s Creed 3”. Noi del Clan degli Assassini abbiamo raccolto tutte queste informazioni e siamo per condividerle con voi. Iniziamo.

Negli anni successivi alla fine della Guerra d’Indipendenza americana, Connor, ormai divenuto il leader degli Assassini Coloniali, si dedicò con fervore all’espansione della Confraternita, cercando nuove reclute disposte a unirsi alla causa. Nel 1784, incontrò una potenziale giovane recluta di nome Patience Gibbs, una schiava fuggitiva sulla quale pendeva una taglia per aver guidato una rivolta di schiavi; la donna attirò subito l’attenzione di Connor, che tentò di reclutarla, tuttavia, lei respinse l’offerta dell’Assassino. Nonostante il rifiuto, Connor non si arrese: scrisse una lettera alla sua amica e consorella Aveline de Grandpré, con cui aveva mantenuto contatti dopo il loro primo incontro avvenuto sette anni prima, chiedendole di aiutarlo a rintracciare e reclutare personalmente la giovane. Poiché Aveline era considerata una leggenda tra gli schiavi, Connor credeva che avrebbe avuto maggiori possibilità di successo rispetto a lui. La sua intuizione si rivelò corretta: Aveline riuscì a rintracciare Patience e a convincerla a unirsi agli Assassini, conducendola successivamente alla tenuta di Connor.

Ad un certo punto, Connor incontrò una donna nativa americana. I due si innamorarono, si sposarono e dalla loro unione nacquero tre figli: un maschio e due femmine. La più piccola, Io:nhiòte (il cui nome significa “arcobaleno”), fu l’unica ad ereditare dal padre l’abilità chiamata “Occhio dell’Aquila”, ma a differenza del genitore, il suo dono le permetteva di connettersi telepaticamente con un’aquila e di vedere attraverso i suoi occhi, proprio come fecero prima di lei, Kassandra, Bayek, Basim ed Eivor.

Nel novembre del 1791, Connor venne a sapere che i capi delle principali tribù native del Territorio del Nord-Ovest (ovvero Piccola Tartaruga dei Miami, Giacca Blu degli Shawnee e Buckongahelas dei Lenape) si sarebbero riuniti per pianificare un attacco contro le forze del maggiore generale dell’esercito americano Arthur St. Clair, che mirava a conquistare le loro terre. Desideroso di evitare spargimenti di sangue e di promuovere la pace, Connor decise di intervenire e partì con i suoi Assassini per incontrare i leader tribali. 

Il 3 novembre, gli Assassini arrivarono sul luogo dell’incontro, e una volta lì, Connor cercò di persuadere i capi che un percorso di pace e coesistenza tra nativi e americani fosse ancora possibile e chiese il permesso di visitare l’accampamento nemico per negoziare personalmente con il generale St. Clair. Durante il suo discorso, Piccola Tartaruga manifestò scetticismo, affermando che il giudizio dell’Assassino era influenzato dall’amicizia e dall’ammirazione nei confronti di George Washington. Gli altri due capi, Giacca Blu e Buckongahelas, diffidenti nei confronti dei compagni di Connor, chiesero ulteriori spiegazioni e motivazioni. Nonostante le difficoltà, alla fine Connor e i suoi riuscirono, in qualche modo, a convincere la Confederazione indiana del Nord-Ovest a negoziare, ottenendo così il permesso di recarsi all’accampamento nemico. La mattina seguente, il 4 novembre, gli Assassini giunsero all’accampamento del generale, situato nei pressi del fiume Wabash; tuttavia, caddero in un’imboscata tesa dagli stessi soldati americani, che li circondarono. Essi, infatti, avevano saputo del loro arrivo grazie a una soffiata di una spia della tribù degli Shawnee.

In quel momento, si fece avanti St. Clair in persona, che si rivelò essere un Templare. Rivolgendosi direttamente a Connor, gli disse di aver sentito molto parlare di lui e di aver avuto l’opportunità di conoscere anche suo padre, Haytham. Poi, con tono deciso, rivelò che il motivo dietro l’attacco alle tribù del Nord-Ovest era quello di impossessarsi della Mela dell’Eden di Piccola Tartaruga, vantandosi che l’avrebbe ottenuta entro poche ore. 

Questa rivelazione sorprese Connor e gli Assassini, poiché non sapevano che Piccola Tartaruga fosse in possesso di un Frutto dell’Eden. Mentre St. Clair dava ai suoi uomini l’ordine di aprire il fuoco, all’improvviso i nativi americani, guidati da Piccola Tartaruga, irruppero nell’accampamento attaccando l’esercito americano. Per fortuna, avevano deciso di agire diversamente.

 Fu così che ebbe inizio quella che passò alla storia come la “battaglia del fiume Wabash”, nota anche come la “battaglia dei Mille Caduti”. Sopraffatto, St. Clair scappò in direzione di Fort Jefferson, ordinando a un soldato di rimanere per raccogliere i propri effetti personali. Tuttavia, il gruppo di Connor, sopravvissuto all’imboscata, entrò nella tenda del generale e rubò le sue ricerche sulla Mela dell’Eden. La battaglia si concluse con una vittoria per i nativi, che inflissero gravi perdite alle truppe americane, costringendole alla ritirata.

Cinque anni dopo, nell’aprile del 1796, Connor, su suggerimento della moglie, portò Io:nhiòte nella foresta per insegnarle a cacciare. Sebbene ciò andasse contro le tradizioni del villaggio materno, Io:nhiòte, a differenza del fratello e della sorella, come abbiamo già detto, aveva ereditato le straordinarie capacità del padre, e ciò aveva spinto Connor e la moglie a valutarne il potenziale. Mentre seguivano le tracce di un cervo, la piccola cadde e si slogò una caviglia. Connor, per ridurre il gonfiore, si allontanò per prendere dell’acqua fresca dal fiume. Durante l’assenza del padre, Io:nhiòte. notò delle tracce fresche di lupo nelle vicinanze e cercò di avvertire il genitore del pericolo, ma era troppo lontana.

In quel momento, nel cielo sopra di lei, vide un’aquila e, in qualche modo, riuscì a connettersi mentalmente con essa. Attraverso gli occhi del rapace, Io:nhiòte fu in grado di avvertire Connor del pericolo, che riuscì ad abbattere il lupo con la sua lama celata. Tornato da lei, la bambina lo abbracciò, sollevata che il padre fosse tornato sano e salvo; Connor, stupito, chiese alla figlia come facesse a sapere del suo scontro con il lupo, e Io:nhiòte gli rispose che aveva visto tutto attraverso l’aquila. Resosi conto del grande potenziale della figlia, Connor le disse che aveva ancora molto da insegnarle.

L’ultima notizia certa su Connor risale al 1804, quando aveva 47 anni. In quell’anno, venne contattato dall’Assassino haitiano Eseosa, nipote di Adéwalé, che gli chiese di addestrarlo affinché potesse rifondare la sua confraternita e uccidere l’uomo che aveva contribuito alla sua distruzione: il generale Jean-Jacques Dessalines. Connor accettò volentieri la sua richiesta e invitò Eseosa a raggiungerlo alla tenuta di Davenport. E fu così che il 1° marzo di quello stesso anno, il nipote di Edward e il nipote di Adéwalé, finalmente, si incontrarono.

Fonti:

  • Assassin’s Creed IV: Black Flag – Aveline 
  • Assassin’s Creed Reflections – Numero 04
  • Assassin’s Creed: Roleplaying Game
  • Assassin’s Creed: Initiates – Codice di Eseosa

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