Il prossimo capitolo principale della saga, come ben sappiamo, ha il titolo provvisorio di “Hexe”. Questo titolo dovrebbe vedere la luce tra la fine del 2026 ed il 2027 e sarà ambientato in Europa, nello specifico nella Germania interessata dal fenomeno della caccia alle streghe (tra l’altro, “hexe” in tedesco significa proprio “strega”).
Di questo gioco, sappiamo che la protagonista si chiama Elsa sua madre è stata condannata al rogo per stregoneria. Ciò la spingerà ad intraprendere un percorso di vendetta verso i responsabili della sua morte.
Sappiamo inoltre che avrà delle facoltà “particolari” come il poter controllare mentalmente un gatto e tramite questo animale poter distrarre i nemici, osservare ed esplorare luoghi per lei inaccessibili (sostanzialmente, noi giocatori dovremmo poter utilizzare il gatto similmente all’uso degli uccelli presenti in “Origins”, “Odyssey”, “Valhalla” e “Mirage”).
Recentemente sul web ha iniziato a circolare una teoria secondo cui la protagonista di “A.C. Hexe” sarebbe ispirata ad una persona realmente esistita, una ragazza di nome Elsa di Kamen.
Nata in Germania intorno al 1545, servì insieme alla madre come cuoca presso il monastero cistercense di “Marienhof” (situato presso l’odierna città di Hamm). Nel 1565, quando Elsa aveva circa 20 anni, alcune suore di questo monastero iniziarono ad accusare una serie di sintomi riconducibili ad attacchi epilettici (come ad esempio alito cattivo, spasmi e convulsioni). Tutto ciò fu interpretato come segno di possessione demoniaca e, dato che uno dei sintomi riscontrati dalle suore era l’alito cattivo, si pensò che la causa fosse riconducibile al cibo da loro mangiato che era stato oggetto di qualche incantesimo. Ciò portò all’accusa di Elsa e sua madre che furono arse sul rogo con l’accusa di stregoneria.
Questa è la storia reale di questa povera ragazza. Per quanto riguarda il gioco, vanno fatte 2 precisazioni in merito al fatto che la protagonista possa essere ispirata (o magari trattarsi propriamente) a questa Elsa di Kamen:
1. Elsa non muore
Se la protagonista sarà questa Elsa di Kamen, per forza di cose nel gioco lei non morirà sul rogo insieme alla madre, anzi, come già detto prima, sappiamo che proprio la morte della madre sarà la causa scatenante della voglia di vendetta della ragazza. “Assassin’s Creed” è un brand che a livello narrativo tendenzialmente rispetta le date di morte dei personaggi realmente esistiti, salvo qualche eccezione come ad esempio re Pausania di Sparta che in “Odyssey” muore nel 426/425 a.C, ben 30 anni prima della sua morte nella realtà (395 a.C).
Presumibilmente nel caso di Elsa noi non avremmo proprio a che fare con la sua morte, pertanto ci sono precedenti all’interno della saga che cambino totalmente il destino di un personaggio realmente esistito? La risposta è sì. Infatti, nel romanzo “Assassin’s Creed Heresy” è presente la figura di Giovanna D’Arco, anch’ella storicamente guardacaso morta sul rogo. In tale romanzo invece, Giovanna D’Arco evita la morte sulla pira perchè una sua seguace di nome Fleur, spacciandosi per lei, si sacrifica facendosi bruciare sul rogo al suo posto per far sì che Giovanna si salvasse. Questo precedente non ci farebbe escludere l’ipotesi che la Elsa del gioco, qualora fosse Elsa di Kamen, debba, pur essendo un personaggio realmente esistito, necessariamente morire nelll’anno e nel modo in cui storicamente cio’ avvenne e quindi salvarsi dal rogo (a prescindere dal fatto che qualche altra donna spacciata per lei, sia bruciata o meno insieme alla madre).
2. Problema di date
Non si sa attualmente quale sarà l’anno in cui si ambienterà l’inizio del gioco. Storicamente sappiamo che i processi principali per stregoneria in Germania avvennero nel XVI e nel XVII secolo. Nella timeline dell’Animus Hub ci sono due date che potrebbero riguardare il periodo in cui si ambienterebbe “A.C Hexe” e sono il 1558 e il 1616. Nel caso in cui le vicende di “Hexe” iniziassero nella prima data (XVI secolo), avremmo a che fare probabilmente con una Elsa tredicenne. Questa Elsa, piu’ giovane di quella che storicamente bruciò sul rogo con la madre, potremmo vederla o tramite dei flashbacks alla “A.C. Shadows” (dove vediamo l’addestramento di Naoe e Yasuke) o tramite una sequenza iniziale alla “A.C. Unity” (dove vediamo un Arno bambino giocare con Elise a Versailles).
Va fatto presente però che in Germania nel 1565 storicamente non sono registrati grossi processi per stregoneria (lo stesso rogo in cui perirono Elsa di Kamen e la madre fu un caso isolato).
Nell’ipotesi in cui si volesse trattare un periodo decisamente più ricco di processi per stregoneria, allora dobbiamo considerare la seconda data (1616).
In tale anno infatti, iniziò un periodo che portò alla morte – con l’accusa di stregoneria – di 300 persone noto come “processo di Würzburg”. In tale città infatti, tra il luglio del 1616 ed il luglio del 1617 il principe vescovo cattolico Julius Echter von Mespelbrunn (che possa essere lui il cattivo principale della storia?) diede il via a questa sanguinosa persecuzione.
Ritratto di Julius Echter von Mespelbrunn, 1586
In questo caso, la vicenda di Elsa sarebbe spostata temporalmente in avanti di 51 anni (e ricordiamo sempre che Ubisoft per fini narrativi può tranquillamente, come visto anche con l’esempio di re Pausania, cambiare le date di eventi storici). Va comunque sempre ricordato che magari Elsa di Kamen potrebbe essere semplicemente una figura alla quale si sono ispirati per creare un personaggio totalmente inedito che della Elsa originaria condivide il nome e la morte sul rogo della madre.
Non ci resta che aspettare per scoprire se davvero questa sarà stata la direzione narrativa che Ubisoft ha deciso di intraprendere per la creazione della storia di questo atteso nuovo capitolo della saga.
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